A) Iniziamo dai giovani della Fabbrica di Nichi Vendola, raccolti intorno alla figura del loro coordinatore, Raffaele Gernone (e-mail fabbricanichivendolaortona@gmail.com), i quali sono ben certi, già da prima della loro costituzione in questo insieme giovanile, che uno degli impegni di chi ha solamente lanciato l’idea, è stato quello di difendere ad ogni costo la loro libera autonomia, rispettandone volontà e tempi, nel solco del minimo denominatore comune che proviene da una delle personalità di maggiore spicco.
Ciò, ovviamente, senza mitizzare i più giovani della Fabbrica solo per la loro più recente data di nascita o, all’opposto, svilire nel partito i più vecchi, solo per la loro età.
Tutti ci rendiamo conto che i tempi di elaborazione sociale e politica di un gruppo giovanile possono avvenire per infiniti percorsi, mai chiaramente delineati all’inizio. E siamo altrettanto certi, per esperienze personali, che nessuna possibilità di rilancio originale potrà realizzarsi come acritica riproposizione, solamente un po’ ritoccata, dei vecchi modi di fare politica.
Quindi in una frase, sia pur con giudizio e riflessione, largo e benvenuto ai giovani.
Bisogna dedicare loro ogni attenzione ed ogni impegno, ma ci si aspetta che essi pongano il nucleo di nuove
Abbiamo scritto la parola idee volendo intendere
La filosofia a cui ci riferiamo è, invece, l’insieme delle idee che serpeggiano, seguite o avversate, nella nostra società. La filosofia, o le idee, sono la bussola, che giustifica le scelte e le azioni. Siano essi i nostri modi personali di porgerci ad un altro uomo oppure, al vertice (e secondo alcuni vecchi), il rapportarsi dello Stato verso i proprii cittadini.
Nel senso più pieno della parola i giovani della Fabbrica di Nichi Vendola, quelli che noi affettuosamente definiamo “nostri” perché li sentiamo più vicini, ed anche “altri” che fanno capo ad altri campi della società, formano ciò che si trova già nel senso etimologico della parola politica, dal greco politiké (technē… ma non troppo technē, per facore!).
La polis si esprimeva, allora, nel dibattito e nella partecipazione di tutti i cittadini al governo della città, affrontandone i problemi nello spazio di un’arena, di una piazza o del mercato.
Ai nostri giovani, quindi, la libera scelta dei temi e delle proposte a indicare nuove vie di soluzione, in questi periodi di buio della democrazia e di corruzione dei rapporti umani. Perché a loro andrà restituito, senza indugio, la bacchetta del direttore (così come i più vecchi l’assunsero allora), anche se i tempi per impostare valide novità non potranno essere né brevi né prevedibili.
B) Con una stessa visione programmatica dell’agire pensando (e non del semplicistico “fare” come dice lo slogan di certa destra), si dovrebbe muovere l’istituzione partitica di SEL, nata l’Ottobre scorso, ormai capillarmente diffusa nel territorio del Paese grazie al carisma dei migliori esponenti, e già ricca di lusinghieri consensi.
Il
Li vorremmo di nuovo in trincea, pur sapendo delle grandi difficoltà a fare la bella politica al giorno d’oggi, e li vorremmo vedere come garanti dei più giovani nel
Senza troppi giri di parole, l’ispirazione a realizzare una democrazia compiuta e partecipata contro lo sfrenato e potentissimo malaffare liberista in questa cittadina come nel mondo, dovrà seguire i pressanti inviti che ci vengono dalle parole di Fabio Mussi, di Nuccio Fava, di Nichi Vendola e di molti altri, con la piena coscienza che le cose da realizzare non dovranno farsi per traumi laceranti, ma dovranno essere compiute, coinvolgendo e convincendo gli altri senza mai piegarsi ai vecchi difetti dei quali pure siamo stati portatori e senza cedere di un passo alla corruttela di questo liberismo italiano.
Viceversa avremo fallito.
Solo la comprensione dei motivi più reconditi per i quali il berlusconismo ha fatto tanta presa in un paese le cui tradizioni di collusione e di deviazioni sono quasi una tara genetica, ci può dare la misura dei danni inferti da una persona sola alla nostra fragile democrazia.
Fragile sì, ma curabile con gli anticorpi di rare cellule “staminali” portatrici di rispetto, onestà e correttezza che, pur raramente, possiamo ancora vedere, sentire e leggere.. se abbiamo sensi affinati per decifrare parole e comportamenti.
In questo lavoro di comprensione sempre più aggiornato del funzionamento dell’attuale corpo sociale, i nostri giovani possono fornirci una chiave interpretativa diretta, senza che i più vecchi si perdano nell’incomprensione o si rinchiudano nella nostalgia di un passato, spesso mitizzato.
I vecchi non devono aver fretta né di competere in campi nei quali non si sia più che ferrati, né di farci prendere dall’ansia di arrivare ad ogni costo a conquistar visibilità, pur necessarie, da un certo momento in poi. Aiutiamo chi di noi è già esperto in questo tipo di lotte, ma non pretendiamo qui ed ora l’impossibile. Insomma non perdiamo di vista i pochi obiettivi, non da poco, invero, ai quali potremo tendere con qualche possibilità di successo.
C) Allargare gli orizzonti di più giovani e più vecchi è funzione che non può compiersi se non si posseggono specifiche esperienze ed attitudini. In questo lavoro propedeutico per le molte questioni ambientali, sociali e politiche che ci interessano, si può fortunatamente contare, in seno allo stesso circolo di SEL di Ortona e in seno alla Fabbrica di Nichi Vendola di Ortona, sull’aiuto disinteressato e generoso di un intellettuale di vaglia, anche se non in organico, e di uno dei nostri cofondatori che ha l’incarico di partito di seguire le vicende dei Circoli per quanto avviene in altri parti del mondo, oltre che sul sostegno solidale di tutti, nessuno escluso.
Se non fosse che l’enfasi mi travolge, paragonerei la nostra recente comparsa sulla scena sociale e politica di questa città ad una nuova età dell’oro. Paragone che sempre ritorna quando all’uomo sembra di poter scorgere, nel continuo rovinare degli eventi, un nuova sponda a sostenere la speranza. Vedremo!
Naturalmente si potrà obbiettare, anche troppo facilmente, che sono conti senza l’oste. Ma almeno a livello di potenzialità, tutte queste possibilità si possono ritenere, finalmente, alla nostra portata. Sta a tutti, giovani o meno, lavorare serenamente in modo da saperle cogliere.
Un caro saluto a tutti
Raffaele Gernone, Carmine Teodoro, Francesco Trapani
Ortona, 12.3.2011